Agorà Ciminna

SS. Crocifisso di Ciminna “Patri di li Grazii”

di Vito Piscitello

In una notte buia del 1623 morì di morte violenta, colpito da una “scopettata”, Bartolo Caiazza. Come di consueto la mattina seguente convennero per le esequie il clero e le confraternite religiose. Iniziato il corteo funebre, diretto verso la vicina chiesa di San Giovanni Battista, il giovane addetto a portare l'insegna della confraternita omonima, nel prendere la croce che aveva appoggiato al muro non riuscì a staccarla. Solo quando il corteo funebre entrò nella chiesa, la croce si staccò dal muro. Da quel giorno, la sacra immagine, fu posta sopra l'altare e fatta segno di una crescente devozione. Il primo miracolo avvenne il 5 maggio 1651 nella chiesa di San Giovanni B. dove un bambino chiamato Giovanni, figlio di Pietro e Filippa Pappalevato, fu guarito da ernia inguinale. Molti miracoli vi si aggiunsero tra cui si ricordano la guarigione di altri bambini e di un cieco nato.
Nel 1709 quando trovandosi sacerdote Don Benedetto Liccio, cappellano notturno, e passando una sera alle 3 di notte nella chiesa Matrice per pregare al solito davanti la sacra immagine, nel prostrarsi, la vide con occhi aperti; e quel che più meraviglioso sentì dirsi fu che andasse a riferire ai rettori della fabbrica che voleva terminata la sua nuova chiesa. Ammalatosi dallo spavento, dopo pochi giorni morì.

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