Agorà Ciminna

Buon Compleanno Peppino….

di Archimede Tusa


E’ strano come ci si ricordi di alcune persone…
Di tutti gli amici tendiamo a ricordare la data di nascita. Di tutta la famiglia ricordiamo la data di nascita e quindi le ricordiamo nel loro compleanno.
Per alcune persone invece non è così. Alcune persone vengono ricordate in altre ricorrenze. Questo è il caso di Peppino. Un ragazzo nato il 5 gennaio del 1948 in una città del palermitano, Cinisi.
Peppino non era un ragazzo come gli altri. Si può dire che non lo è mai stato. Nasce da Felicia Bartolotta e da Luigi Impastato, da cui ovviamente prende il cognome. Cognome di certo pesante nel panorama di Cinisi. Infatti la zia di Peppino aveva sposato il Capomafia Cesare Manzella. E il padre Luigi era “punciutu”e piccolo boss locale. Peppino invece era diverso. Non ha mai accettato la condizione del padre, ne i suoi insegnamenti e le sue “imposizioni”. Peppino era diverso. Credeva negli ideali che aveva iniziato a conoscere fin da ragazzo al liceo classico di Partinico e nei vari circoli socio-politico-culturali che frequentava in quel periodo. Ideali di uguaglianza sociale, di giustizia, di lotta continua alla mafia.
Poi si trovò nel bel mezzo del ’68, con tutte le lotte sociali e politiche ad esso annesse, senza però mai dimenticare la sua città e la costante lotta contro la mafia, contro lo zio Tano Seduto, come lui lo aveva apostrofato.
Di questo periodo sono le grandi manifestazioni all’aeroporto di Punta Raisi contro l’espropriazione delle terre per la costruzione di una pista che sarebbe servita a fare atterrare gli aerei in caso di scirocco. Pista alla fine costruita secondo gli interessi dei potenti, che vide scomparire i terreni coltivati di una azienda agricola a conduzione familiare che dava lavoro a circa 200 persone. Su quella pista sono rimasti 350 morti di due incidenti aerei, il rifiuto da parte di piloti di tutto il mondo di atterrarvi e le vite di tutti quei contadini che da quella terra traevano il proprio sostentamento.
Successivamente Peppino aderisce attivamente a tanti gruppi politico sociali sia della sua città che della stessa Palermo. Poi la nascita del Gruppo Teatrale OM a Cinisi, punto di riferimento per molti giovani che si trovavano allo stadio pre-politico.
Poi nel ’77 il bisogno di farsi sentire più che con i volantini di “Lotta continua”, il bisogno di essere ancora più presenti con la propria voce e il proprio dissenso. Da qui la nascita di Radio AUT.
Nel 78’ la partecipazione attiva con la propria candidatura alle elezioni comunali con lo schieramento di “Democrazia Proletaria”.
Purtroppo però, questa ultima fase viene interrotta. Il 9 Maggio del 1978, qualche giorno prima delle elezioni, Peppino viene assassinato dalla mafia. Viene colpito più volte e alla fine legato ai binari della Palermo-Trapani e fatto saltare in aria.
Per ottenere piena giustizia sulla sua morte si è dovuto attendere il 2001 con l’ergastolo per il mandante del suo omicidio, lo zio tano seduto, Gaetano Badalamenti.
Ed oggi è proprio quella data che voglio ricordare, la data in cui una vita è stata spezzata, la data in cui un ragazzo di Cinisi diventa un martire di questa terra, un esempio per noi giovani che crediamo nei suoi ideali, per noi giovani che continuiamo a gridare come faceva lui che LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA….
E allora tanti auguri peppino….sei sempre vivo…. E lotti in mezzo a noi….

Fiore di campo nasce
dal grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada,
fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra
gli umori segreti.
Peppino Impastato