Connesso alle costumanze devozionali del culto e della processione, fa parte di quelle azioni private che, diventando pubbliche, assumono forte senso corale e risaldano i vincoli tra Comunità e Divinità. Nel corso dell'ottava (che inizia il primo maggio), chi ha ricevuto o impetra una grazia, promette u viaggiu, che consiste nel percorrere, spesso a piedi nudi (viaggiu scausu), tenendo una torcia accesa e recitando u rusariu du Crucifissu, l'itinerario processionale, dalla chiesa di San Giovanni e ritornandovi per una visita alla santa immagine. Molti compiono quest'atto di contrizione e di mortificazione, durante la processione, recando pesanti ceri trattenuti da una tracolla.
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